Parrocchia - Attività

Il foglietto "La nostra Domenica"

“Voi sarete miei testimoni... fino ai confini della terra” dice Gesù prima di salire in cielo, cioè prima di sparire dallo sguardo dei suoi discepoli. Nell'antica lingua greca, “testimoni” si dice “martires”, e all'inizio con questo termine venivano indicati coloro che lo avevano visto, toccato e ascoltato, prima e dopo la sua risurrezione. Costoro erano stati inviati nel mondo a testimoniare che Lui era veramente risorto. In seguito “martires” furono chiamati quanti, vittime delle persecuzioni, versarono il sangue per testimoniare la loro fede nel Risorto. Anche noi siamo chiamati a essere “martires”, cioè a testimoniare coi fatti la nostra fede.

Il foglietto "La nostra Domenica"

Nel Museo Paleocristiano di Aquileia, in un bassorilievo, così sono raffigurati Pietro e Paolo: il contrasto fra le loro idee sulla salvezza dei non ebrei appare in tutta la sua forza. Sarà vincente la teoria di Paolo e Pietro riconoscerà il suo errore.

 

Il foglietto "La nostra Domenica"

L'amore, la carità cristiana, è il cuore del Vangelo ed è particolarmente delineato nel Vangelo di Giovanni. Anche se la nostra società in alcuni casi lo strapazza, esso resta sempre la bandiera emblematica del cristiano. C'è oggi una varietà d'amore: l'amore ballato, l'amore comprato, l'amore tradito, l'amore contrabbandato ... tutte deformazioni: e nessuna di queste può sostituire la forza dirompente della carità, dell'amore cristiano. Lo proclama Cristo stesso: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.

Il foglietto "La nostra Domenica"

L'immagine del Cristo pastore è profondamente radicata nel nostro immaginario religioso. Ma non solo: la metafora pastorale è molto presente nelle Scritture giudaico-cristiane. "Pastore" era sinonimo di "re". Ogni monarca, infatti, è pastore di popoli come l'uno che guida e rappresenta i molti, garantendone il benessere o il malessere a seconda che pratichi la giustizia o l'ingiustizia. Ai re spettava l'insensata o tragica opzione della guerra. Questa ha prodotto nella storia massacri inenarrabili. Chiunque lamenti catastrofi che colpiscono e uccidono l'innocente dovrebbe anche considerare l'incalcolabile numero di morti prodotto non da cataclismi imprevedibili ma dalla sola follia umana.

Il foglietto "La nostra Domenica"

L'esperienza della Pasqua porta libertà interiore, ci conduce a riconoscere che la salvezza è dono, ci giunge dal Signore Gesù, perché possiamo annunciare il suo Nome a tutti. Essere inseriti nella risurrezione significa donare se stessi agli altri. Gesù che appare e offre ai discepoli un pasto preparato da lui stesso è un'immagine eloquente dell'amore cristiano: è infatti simbolo dell'offerta di sé che il Risorto fa ai suoi discepoli, stabilendo una comunione che deve irradiarsi nel mondo. Questo messaggio concreto viene ogni domenica dalla eucaristia: segno visibile di quello che è il regno di Dio inaugurato in Gesù.

14ª Raccolta Diocesana

Sabato 17 aprile ha luogo la 14ª Raccolta Diocesana di indumenti usati, scarpe e borse organizzata dalla Caritas di Udine. Il ricavato servirà per una iniziativa di solidarietà. Si raccolgono: abiti, maglieria, biancheria, coperte, scarpe, borse, giocattoli e pelouches. Non si raccolgono: carta, metalli, plastica, vetro, rifiuti e scarti tessili. Possiamo utilizzare i sacchi della Caritas o altro contenitore.

Il foglietto "La nostra Domenica"

La seconda domenica di Pasqua, è chiamata “domenica di Tommaso”. Il mistero dell'unica Pasqua si manifesta dalla corsa di Pietro e del discepolo amato fino all'ostinata incredulità di Tommaso. Essa si annida proprio dentro al collegio apostolico, esattamente nel luogo che riterremmo immune. Non diversamente da Giuda, anche Tommaso sa inquietarci, non tanto per la sua resistenza alla fede, ma per la posizione ufficiale che occupa. Il collegio apostolico ha conosciuto il tradimento quanto ha conosciuto il dubbio. L'incredulità che esige una prova e pretende un segno tangibile non è esclusa da luogo o circolo alcuno. Il dubbio sfiora ogni cuore, ateo o credente che sia, e le parti finiscono a volte per scambiarsi e confondersi.

Il foglietto "La nostra Domenica"

Un orizzonte nuovo è quello che si apre con la Pasqua di Gesù. Non è casuale che il luogo sia Gerusalemme. Da lì tutto era partito con l'annuncio della nascita di Giovanni il Battista. Lì è accaduto ciò che era, fino al mattino di Pasqua, solo un finale straziante, un fallimento cocente, una morte ingiusta e violenta. Ma proprio da lì, dal sepolcro nuovo, inizia la missione della Chiesa, con le donne in veste di “apostole”. Da lì i discepoli raggiungono il mondo intero per donare a tutti la Buona Notizia.

Il foglietto "La nostra Domenica"

Scribi e farisei non mancano, neanche nelle nostre società occidentali. Sono - guarda caso - difensori strenui della famiglia, ma spesso hanno alle spalle famiglie sfasciate. Si appellano ai valori, gli stessi che vengono continuamente minati dai loro commerci, con un incitamento continuo a vivere un'esistenza al di sopra delle possibilità, sganciata da qualsiasi regola, effimera come il bagliore dei riflettori degli spettacoli ad oltranza.

Il foglietto "La nostra Domenica"

La parabola del figlio prodigo o del padre misericordioso è la risposta di Gesù alle obiezioni e ai mormorii dei farisei e degli scribi. Essi non possono accettare che Gesù accolga i peccatori e mangi con loro. Il racconto del padre che perdona si presta per trasmettere un messaggio inaspettato. È strano ed imprevedibile questo padre, che non reagisce come ci aspetteremmo, che non fa funzionare criteri consueti di comportamento, ma si mostra del tutto al di fuori delle regole. Leggi il foglietto in allegato.